Mi hanno detto che ballare alza il livello di endorfine ed è un'attività consigliata per combattere la depressione ed il malumore. In questi giorni, se abitassi in un altro posto, in un posto che non amo tanto quanto amo New York, probabilmente dovrei ballare incessantemente per evitare il cattivo umore in agguato. Invece mi basta uscire di casa, o anche solo affacciarmi alla finestra, basta pochissimo insomma. Quello che serve a me per mettere in circolo tutte le endorfine di cui ho bisogno quando ne ho bisogno è una città di svariati milioni di abitanti, di cui la maggior parte non è nata lì, con una cultura di livello medio alto, dove la prima lingua solitamente non è la lingua locale, un posto con un impatto olfattivo significativo, dove nell'arco delle stesse 24 ore convivono la spiaggia e la prima di Spike Lee dove tutti i mezzi di trasporto funzionano giorno e notte, tutti i giorni dell'anno e ti accorgi che è domenica perché c'è ancora più gente in giro, dove la vacanza è uno stato d'animo e non viene definita da nessun calendario, meno che mai religioso. La fortuna e stata trovarlo questo posto, un posto che appaga ogni mio bisogno e soddisfa ogni mia richiesta spontaneamente, perché la sua natura sembra fatta apposta per me, non ci dobbiamo sforzare per volerci bene. Non ci vuole poi tanto per far sentire a casa chiunque, basta mettere tutto a disposizione limitare le restrizioni al minimo indispensabile e poi vale tutto e il risultato è che 80 etnie che coabitano in un'isola ci coabitano pacificamente, curiose l'una dell'altra. Dopo un po' tutte 'ste endorfine in circolo magari danno alla testa ed è allora che, ritrovandosi in una metropoli più pulita e raffinata, si comincia a sentire la mancanza dei topi in metropolitana ma va benissimo così, che di troppe endorfine non è mai morto nessuno e se ne è morto è morto contento.