Ci sono tre New York ha detto il New York Times: quella che per cui non è cambiato quasi niente, quella al buio e quella sott'acqua. Ed è precisamente così, sopra la quarantacinquesima strada di Manhattan e per una parte di Brooklyn c'è luce, acqua e connessione, poi c'è la parte al buio e sconnessa, poi ancora c'è il fango, la mancanza di acqua, di cibo, di tutto. L'isola di Staten Island a sud di Manhattan, sta cominciando a perdere la pazienza, sono isolati a tutti i livelli e da lì non è possibile camminare una mezz'oretta per raggiungere ciò che serve come fanno quelli dell'isola di fronte. James Molinaro, il presidente del distretto di Staten Island, ce l'ha con tutti, ha cominciato ad invitare la cittadinanza a smettere di donare alla croce rossa in quanto non sta portando aiuti sufficienti nella zona privilegiando la vetrina di Manhattan.

Al solo sentir parlare della maratona di domenica gli abitanti di Staten Island si infuriano e anche altrove questa bella idea di Bloomberg non raccoglie entusiasmo. La città non è assolutamente pronta ad accogliere questo evento. I mezzi di trasporto non funzionano sotto la trentaseiesima strada, c'è bisogno di energia elettrica, sta scarseggiando la benzina, le scuole non possono riaprire e più di tutto la Nypd dovrebbe essere impegnata massicciamente sulla maratona mentre c'è bisogno di ogni sforzo nelle zone della città che tutto sono tranne che normalizzate. Per fare un esempio nelle zone senza luce dopo il tramonto c'è bisogno di vigili (che fanno parte della Nypd) ad ogni incrocio o più, in quanto i semafori non funzionano, ed è pericoloso camminare. C'è bisogno della NYPD per aiutare la cittadinanza che non sa quando potrà riavere casa, cibo, riscaldamento; la maratona appare come uno stupido capriccio, non come un investimento economico.

Non è solo un problema di polizia impegnata a controllare che migliaia di entusiasti maratoneti non si facciano niente, è anche un problema di ospedali. Il più grosso ospedale di New York, il Bellevue, è stato evacuato, così come l'ospedale della New York University; durante una maratona spesso i corridori finiscono al pronto soccorso per problemi cardiaci, di strappi muscolari, insomma quei piccoli disagi che capitano a chi si fa tutti quei chilometri di buon passo. Questi infortunati contenderanno il posto ai malati ed ai feriti da Sandy. Anche da questo punto di vista non è una grande idea lasciare la maratona al suo posto.

In questo quadro brilla Occupy Wall Street che dal primo giorno ha organizzato gruppi di aiuto per portare viveri e beni di prima necessità nelle zone più colpite, ma anche per organizzare veri e propri corsi di auto aiuto. A Red Hook, ad Astoria insegna a come sbarazzarsi dell'acqua che sta stagnando, in east village porta biciclette con generatori per dare modo di ricaricare telefoni e computer ed insegna a come gestirle, quelle fantastiche biciclette.

Contro la maratona, però, nemmeno tutta la buona volontà e la prassi delle azioni dirette possono niente. Domenica la città verrà invasa e non c'è niente da fare.

Qua sotto un video di come appare il village di giorno. Non proprio il luogo ideale per farsi una corsetta in migliaia di persone

https://www.youtube.com/watch?v=433KcP8TSFo&feature=youtu.be